Stegosaurus Stegosauro 155-150 milioni di anni fa

Stegosaurus (il cui nome significa “lucertola tetto” o “lucertola coperta”[1]) è un genere estinto di dinosauro stegosauride vissuto nel Giurassico superiore, circa 155-150 milioni di anni fa (Kimmeridgiano-Titoniano), nei territori occidentali degli Stati Uniti e in Portogallo.

Dalla scoperta dell’animale sono state classificate diverse, la maggior parte delle quali provengono dagli strati superiori della Formazione Morrison, negli Stati Uniti occidentali, sebbene solo tre di loro siano state universalmente riconosciute: la nuova specie tipo S. stenops, S. ungulatus e S. sulcatus. Negli anni sono stati raccolti ben 80 campioni del genere. Lo Stegosaurus visse al fianco di molti altri dinosauri ben noti, come Apatosaurus, Brontosaurus, Diplodocus, Brachiosaurus, Allosaurus e Ceratosaurus.

Lo Stegosauro era un dinosauro erbivoro quadrupede di grandi dimensioni e robusto, dal profilo arcuato, gli arti anteriori corti rispetto ai posteriori e una lunga coda che veniva tenuta sospesa in aria. Grazie alla sua combinazione distintiva di ampie piastre cornee verticali sul dorso e lunghe punte sulla fine della coda, lo Stegosaurus è uno dei dinosauri più riconoscibili; anche chi non si interessa di dinosauri, infatti, può facilmente riconoscere il profilo di questo dinosauro.

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stegosaurus stegosauro
Ricostruzione museale di stegosauro
Di Jakub Hałun – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Tuttavia, l’esatta funzione di questa serie di piastre e le punte sulla coda sono ancora oggi oggetto di numerosi studi e speculazioni tra gli scienziati, sebbene l’idea predominante è che le spine presenti sulla coda fossero usati principalmente per difesa contro i predatori, mentre le piastre sul dorso erano perlopiù usate come display per i membri della stessa specie, come attrazione sessuale, per far apparire l’animale più grande, e secondariamente per la termoregolazione.

Lo Stegosaurus aveva, inoltre, il più basso rapporto cervello- massa corporea. L’animale aveva un collo corto ed una testa relativamente piccola, il che significa che molto probabilmente si nutriva di bassa vegetazione, come bassi cespugli e arbusti. Una delle specie, Stegosaurus ungulatus, è il più grande stegosauro noto (ben più grande di dinosauri correlati come Kentrosaurus e Huayangosaurus).

I primi resti di vennero scoperti durante la “Guerra delle Ossa” da Othniel Charles Marsh. I primi scheletri erano tuttavia molto frammentari e le ossa erano sparse, e si dovettero aspettare molti anni prima che il vero aspetto dell’animale, compresa la postura e la disposizione delle piastre, divenissero chiare.

Il nome Stegosaurus significa “lucertola tetto” o “lucertola coperta”, proprio in riferimento alle sue placche ossee dorsali. Nonostante la sua popolarità in libri e film, gli scheletri completi montati di Stegosaurus non furono un’attrazione popolare nei musei di storia naturale fino alla metà del 20 ° secolo, e molti musei dovettero montare i propri scheletri assemblando insieme le ossa di diversi esemplari a causa della mancanza di scheletri completi.

Essendo l’archetipo dei thyreophora, lo Stegosaurus è uno dei dinosauri meglio conosciuti, comparendo in numerosi film, francobolli e libri.

Descrizione Stegosaurus Stegosauro

E’ senza dubbio uno dei dinosauri più noti al pubblico e più facilmente identificabile, grazie alla peculiare doppia fila di piastre vagamente romboidali verticali che li correvano lungo la schiena arcuata e alle due coppie di spunzoni orientati orizzontalmente verso la fine della coda. Sebbene gli individui più grandi potevano raggiungere anche i 9 metri (29,5 piedi) di lunghezza, le varie specie di Stegosaurus sembrano aver ridotto le loro dimensioni a causa della concorrenza con i loro contemporanei, i giganteschi sauropodi. La forma delle piastre dorsali dell’animale sembrerebbero essersi evolute, in alcune specie di Stegosaurus per difendersi dai grandi teropodi predatori, come l’Allosaurus.

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Dimensioni di S. stenops (verde) e S. ungulatus (arancione) a confronto con un uomo
Di Matt Martyniuk – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

La maggior parte delle informazioni note sullo Stegosaurus provengono da resti di animali adulti; tuttavia recentemente sono stati ritrovati anche resti di giovani esemplari di Stegosaurus. Un esemplare adolescente, scoperto nel 1994 nel Wyoming, era lungo 4,6 metri (15.1 piedi), alto 2 metri (6,6 piedi), per un peso stimato di 2,4 tonnellate (2,6 tonnellate corte). L’esemplare è oggi in mostra presso l’University of Wyoming Geological Museum

Cranio Stegosaurus Stegosauro

Il cranio degli Stegosauri era lungo, piccolo e stretto in proporzione al corpo. Il cranio aveva una piccolo Fenestra antorbitale, un’apertura tra il naso e l’occhio comune alla maggior parte degli arcosauri come gli uccelli moderni, anche se andato perso nei coccodrilli odierni. La bassa posizione del cranio suggerisce che Stegosaurus fosse un brucatore di bassa vegetazione come bassi arbusti e cespugli.

Questa interpretazione è sostenuta dall’assenza di denti anteriori e dalla loro probabile sostituzione con un becco corneo o rhamphotheca. La mascella inferiore dello Stegosaurus possedeva un prolungamento piatto verso l’alto che avrebbe completamente nascosto i denti in vista laterale, e che probabilmente supportato un becco simile a quello delle tartarughe, in vita.

Altri ricercatori hanno interpretato queste creste come una versione modificata della struttura presente in alcuni ornitischi, che presentano invece delle guance carnose, anziché dei becchi. I denti dello Stegosaurus erano piccoli, triangolari, e piatti; le numerose sfaccettature presenti sulle corone, dimostrano che i denti avevano la funzione di macinare il cibo.

Le ganasce dello Stegosaurus possedevano delle strutture piatte verso l’alto che avrebbero completamente nascosto i denti se viste di lato, tali strutture probabilmente supportavano un becco corneo in vita. La presenza di un becco esteso lungo gran parte delle ganasce avrebbero impedito la presenza di guance in queste specie. Una tale vasta estensione del becco era probabilmente unica di Stegosaurus e di alcune altre specie di stegosauridi avanzati tra ornitischi, che di solito avevano becchi limitati alle punte della mascelle.

Nonostante le dimensioni complessive dell’animale, la scatola cranica dello Stegosaurus era molto piccola, essendo non più grande di quella di un cane.

Una scatola cranica ben conservata di Stegosaurus, permise a Othniel Charles Marsh di ottenere, nel 1880, un calco della cavità cerebrale dell’animale, dando un’idea delle dimensioni del cervello dell’animale. Il calco mostra che il cervello era davvero molto piccolo, probabilmente il più piccolo endocasto di dinosauro finora conosciuto.

Il fatto che un animale del peso di oltre 4,5 tonnellate (5 tonnellate corte) avesse un cervello di non più di 80 g (2,8 once), contribuì alla vecchia e superata idea popolare che i dinosauri fossero animali ottusi e poco intelligenti, un’idea oggi in gran parte respinta.

Attualmente l’anatomia del cervello dello Stegosaurus è poco conosciuta, sebbene il cervello anche se piccolo, è comunque ben adatto ad un dinosauro dal comportamento semplice.

Scheletro

La colonna vertebrale della specie S. stenops contiene 27 vertebre prima dell’osso sacro, un numero variabile di vertebre sacrali, con quattro nella maggior dei subadulti, e circa 46 vertebre caudali. Le vertebre presacrali sono divisi in vertebre cervicali e dorsali, con circa 10 cervicali e 17 dorsali, un numero maggiore rispetto ad Hesperosaurus, superiore di due ad Huayangosaurus, anche se inferiore a Miragaia che conserva 17 vertebre cervicali ed un numero imprecisato di dorsali. La prima vertebra cervicale è l’epistrofeo, collegato e spesso fuso all’osso atlante.

Man mano che si allontanano dal cranio le vertebre cervicali diventano più grandi, sebbene non varino molto di forma. Passate le prime dorsali, il centrum delle vertebre diventa più allungato, e i processi trasversali diventano più elevati dorsalmente. L’osso sacro di S. stenops comprende quattro vertebre sacrali, ma anche una delle dorsali è incorporata nella struttura. In alcuni esemplari di S. stenops, anche una vertebra caudale è incorporata, come caudosacrale.

In Hesperosaurus ci sono due dorsosacrali, e solo quattro sacrali fuse, mentre in Kentrosaurus ci possono essere ben sette vertebre sacrali, sia dorsosacrali sia caudosacrali. Lo S. stenops conserva 46 vertebre caudali, con un massimo di 49, e le vertebre e le relative spine neurali diventano più piccole man mano che si arriva alla fine della coda, fino a quando le spine neurali scompaiono alla 35esima vertebra caudale. Intorno alla metà della coda, le spine neurali diventano biforcate, ossia divise vicino alla parte superiore.

Grazie alla grande quantità di scheletri ritrovati e ben conservati, la specie S. stenops conserva tutte le regioni del corpo, tra cui agli arti. La scapola è sub-rettangolare, con una lama robusta. Anche se non è sempre perfettamente conservato, l’acromion dorsale è leggermente più grande di quello di Kentrosaurus. La lama è relativamente semplice, sebbene sia curva verso il retro.

La lama presenta un piccolo incavo nella parte posteriore, che sarebbe servita come base del muscolo tricipite. Nell’articolazione con la scapola, il coracoide è sub-circolare. Le zampe degli arti posteriori possedevano ognuno tre tozze dita, mentre le zampe degli arti anteriori possedevano cinque dita; di cui solo le due dita interne possedevano uno zoccolo smussato. La formula falangea è 2-2-2-2-1, ossia il dito più interno dell’arto anteriore era costituito da due ossa, il secondo da due, ecc…

Tutti e quattro gli arti erano sostenuti da dei cuscinetti dietro le dita. Gli arti anteriori erano molto più brevi rispetto agli arti posteriori, il che dava all’animale una postura piuttosto insolita. La coda era tenuta ben sollevata dal terreno, mentre la testa era posizionata relativamente in basso, probabilmente ad una’altezza non superiore ad 1 metro (3,3 piedi) dal suolo.

Piastre

La caratteristica più conosciuta dello Stegosaurus sono le impressionanti piastre dermiche dorsali, presenti in numero variabile da 17 a 22, su tutto il dorso, il collo e parte della coda. Queste piastre dermiche non sono altro che osteodermi altamente modificati, simili a quelli osservabili nei coccodrilli e in molte lucertole di oggi.

Queste strutture non erano attaccate direttamente allo scheletro dell’animale, bensì alla sua pelle. Le piastre più grandi si trovavano sui fianchi e potevano raggiungere una larghezza di 60 centimetri (2,0 piedi) e i 60 centimetri d’altezza.

In una revisione del 2010 sulle specie di Stegosaurus, Peter Galton suggerì che la disposizione delle piastre sul dorso variassero da specie a specie, e che il modo in cui le piastre apparivano di profilo giocasse un ruolo importante per il riconoscimento degli esemplari della stessa specie. Galton notò, inoltre, che le piastre di S. stenops erano articolate in due file sfalsate, anziché accoppiate, mentre, il fatto che non sia mai stata ritrovata una piastra articolata di S. ungulatus rende la disposizione delle sue piastre più difficile da determinare.

Tuttavia, l’esemplare tipo di S. ungulatus conserva due piastre vertebrali appiattite sulla coda quasi identiche per forma e dimensione, come immagini speculari l’uno dell’altro, suggerendo che almeno in questa specie le piastre fossero disposte a coppie lungo le file parallele.

Tutte le piastre erano diverse tra loro e non vi erano mai due piastre uguali delle stesse dimensioni e forma nello stesso individuo; tuttavia la forma generale delle piastre era simile tra i membri della stessa specie

Fonte principale wikipedia

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