Velociraptor Dinosauro : 75-71 milioni di anni fà

Velociraptor è un genere estinto di dinosauro dromaeosauride vissuto nel Cretaceo superiore, circa 75-71 milioni di anni fa, in quello che oggi è il deserto del Gobi, in Mongolia.

Nome scientifico: Velociraptor Velocità: 64 km/h (Maximum)

Lunghezza: 1,8 m (Adulto)

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Peso: 7 – 15 kg Prima testimonianza fossile: Cretacico

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Velociraptor (il cui nome significa “ladro veloce” o “rapace veloce” è un genere estinto di dinosauro dromaeosauride vissuto nel Cretaceo superiore, circa 75-71 milioni di anni fa (Campaniano-Maastrichtiano), in quello che oggi è il deserto del Gobi, in Mongolia.

Il genere conta, attualmente, due specie, anche se in passato se ne riconoscevano di più: la serie tipo è V. mongoliensis, i cui fossili di questa specie sono state scoperti per la prima volta in Mongolia.

Una seconda specie, V. osmolskae, fu nominata nel 2008 a base di frammenti cranici provenienti dalla Mongolia Interna, in Cina.

Il Velociraptor era più piccolo degli altri dromaeosauridi come Deinonychus e Achillobator.

Ciononostante, condivideva tanti dei loro tratti anatomici, essendo un carnivoro bipede piumato con una lunga coda rigida, e con un artiglio a falce su ogni zampa posteriore, che si ritiene fosse usato nella caccia.

Si differenzia dagli altri dromaeosauridi per il suo cranio lungo e snello, col muso rivolto in su.

Il Velociraptor (comunemente abbreviato in “raptor”) è uno dei generi di dinosauro più noti al grande pubblico a causa del suo ruolo prominente nella serie di film di Jurassic Park.

Tuttavia, in realtà aveva all’incirca le dimensioni di un tacchino, considerevolmente più piccolo dei rettili alti 2 metri (7 piedi) e pesanti 80 kg (180 libbre), visti nei film.

E’ anche uno dei dinosauri meglio conosciuti dai paleontologi, che hanno scoperto più di una dozzina di scheletri, più di qualsiasi altro dromaeosauride.

Un esemplare particolarmente famoso consiste in un’esemplare di Velociraptor nell’atto di lottare con un Protoceratops.

Descrizione del Velociraptor.

Era un dromeosauride di taglia media; gli adulti misuravano fino a 2.07 metri di lunghezza, 0.5 metri d’altezza alla schiena, e pesavano 15 chili.

Il cranio, lungo e basso con muso appiattito lateralmente, misura circa 25 cm di lunghezza e presenta un’unica curvatura superiore.

Si presenta concavo nella parte superiore della volta cranica e convesso in quella inferiore.

Le mascelle dei reperti presentano fra i 26 ed i 28 denti, in unica fila, estesamente spaziati su ogni lato, con una zigrinatura marcata nella parte posteriore: si suppone che ciò rappresenti un particolare adattamento, che permetteva all’animale di afferrare rapidamente e trattenere la preda.

Simile agli altri dromeosauridi, aveva mani larghe fornite di tre artigli ricurvi.

Erano simili in morfologia e flessibilità alle ossa delle ali degli uccelli moderni.

Il secondo dito era il più lungo, mentre il primo era il più corto.

La struttura del polso non permetteva di assumere una posizione prona. Invece, la posizione neutrale consisteva nelle palme che si fronteggiavano, come se l’animale “applaudisse”.

Come negli altri teropodi, il primo dito del piede era uno sperone.

Tuttavia, al contrario della maggior parte dei teropodi,  (come gli altri dromeosauridi), camminava su due dita, in particolare sul terzo e quarto dito, i quali sostenevano il peso dell’animale.

Il secondo dito, che rende il Velociraptor così famoso, era tenuto ritratto dal suolo.

Come gli altri dromeosauridi e i troodontidi, questo dito era dotato d’un artiglio a forma di falcetto relativamente grande, che nel Velociraptor poteva raggiungere i 6,5 cm di lunghezza, e il cui orlo esterno presentava una profilatura atta alla lacerazione di una preda.

La coda era fornita da lunghe apofisi sul lato superiore e tendini ossificati sotto.

Le apofisi cominciavano sulla decima vertebra caudale, estendendosi fino a pilastrare 4-5 vertebre ulteriori, a seconda della posizione della coda. Si riteneva una volta che queste rendessero rigida la coda fino al punto di renderla una bacchetta inflessibile.

C’è però almeno un esemplare con le vertebre caudali ricurvate lateralmente in una forma a S, e questo suggerisce che la coda possedesse più flessuosità orizzontale di quanto ritenuto in passato.

Nel 2007 furono scoperti dei segni, tipici negli uccelli, di papille ossee sull’ulna di un Velociraptor ben conservato, e ciò ha confermato l’ipotesi della presenza di piumaggio nel genere.

Piumaggio.

I fossili di alcuni dromeosauridi più primitivi del Velociraptor hanno i corpi ricoperti di piume, e penne sulle zampe anteriori. 

Il fatto che gli antenati del Velociraptor fossero piumati, e che forse fossero capaci di volare, ha da tempo condotto i paleontologi a suggerire che il Velociraptor fosse anch’esso piumato, poiché anche quegli uccelli moderni incapaci di volare conservano la maggior parte del loro piumaggio.

Nel settembre 2007 i ricercatori trovarono delle papille ossee lungo l’ulna d’un esemplare di Velociraptor scoperto in Mongolia. 

Le papille mostrano dove erano ancorate le penne remiganti secondarie, e la loro presenza nel Velociraptor indica che anch’esso possedeva le piume

Secondo Turner e i suoi colleghi, le papille ulnari non si trovano in tutti gli uccelli preistorici, ma la loro assenza non esclude che avessero le piume.

I fenicotteri per esempio non le hanno. Però la loro presenza conferma che il Velociraptor aveva delle penne sulle braccia.

L’esemplare su cui furono scoperte le papille (IGM 100/981) rappresenta un animale lungo 1,5 metri che pesava 15 chili. Sulla base degli spazi tra le papille, gli autori suggerirono che il Velociraptor fosse fornito di 14 penne remiganti secondarie. In contrasto, l’Archaeopteryx ne possedeva 12+, il Microraptor 18, e il Rahonavis 10.

Gli stessi ricercatori interpretarono la presenza di piume sul Velociraptor come prova contraria all’idea che i maniraptori più grossi e incapaci di volare avessero perso le piume a causa della loro taglia elevata.

Inoltre notarono che le papille ulnari sono assenti nella maggior parte degli uccelli terrestri moderni, e che la loro presenza nel Velociraptor (che si presumeva fosse terrestre a causa della sua grandezza e delle braccia relativamente corte) dimostra che gli antenati dei dromeosauridi potevano volare, e che i generi più grossi come il Velociraptor avevano perso questa capacità.

Rimane però la possibilità che le penne del Velociraptor servissero a scopi diversi dal volo, come ad esempio l’ornamento, l’isolamento termico delle uova, o l’aerodinamicità nella corsa in salita.

Classificazione.

Velociraptor è un membro della sottofamiglia Velociraptorinae, un sottogruppo derivato dalla famiglia Dromaeosauridae.

Nella tassonomia filogenetica, Velociraptorinae è normalmente definito come “tutti i dromaeosauridi più imparentati a Velociraptor che a Dromaeosaurus“.

La classifica dei dromaeosauridi però è molto variabile. In principio, la sottofamiglia Velociraptorinae fu costituita solo per contenere Velociraptor

Altre analisi hanno incluso altri generi come Deinonychus e Saurornitholestes

Un’analisi cladistica recente indica che Velociraptorinae fosse monofiletico, e che contenesse VelociraptorDeinonychusTsaagan, e l’imparentato (ma incertamente posizionato) Saurornitholestes.

Nel passato, altre specie dromaeosauride, incluse Deinonychus antirrhopus e Saurornitholestes langstoni, furono classificate nel genere Velociraptor.

Siccome Velociraptor fu il primo a essere nominato, queste specie furono rinominate Velociraptor antirrhopus e V. langstoni. Oggi, le uniche specie riconosciute sono V. mongoliensis e V. osmolskae.

Quando fu descritto per la prima volta, nel 1924, Velociraptor fu incorporato nella famiglia Megalosauridae, come tanti altri teropodi (infatti, Megalosauridae era quasi un taxon “bidone” che conteneva tanti generi non imparentati). 

Con ulteriori scoperte, Velociraptor fu riconosciuto come un dromaeosauride.

Tutti i dromaeosauridi sono stati incorporati nella famiglia Archaeopterygidae da almeno un autore. In effetti, ciò fa sì che Velociraptor possa essere considerato una forma di uccello terrestre.

Storia della scoperta.

Il primo fossile di Velociraptor scoperto fu trovato da Peter Kaisen nel 1923, durante una spedizione nel deserto Gobi finanziata dall’American Museum of Natural History.

Il fossile consisteva d’un cranio quasi completo e dell’artiglio del secondo dito posteriore (AMNH 6515). Nel 1924, Henry Fairfield Osborn nominò la serie tipo Velociraptor, che deriva dal Latino velox (veloce) e raptor (ladro o rapace), in riferimento alla morfologia agile dell’animale e alla sua dieta carnivora.

Osborn nominò la specie mongoliensis, in onore del suo paese d’origine.

Ulteriori scoperte furono fatte da scienziati sovietici e polacchi, tra cui la più famosa è il cosiddetto fossile dei “dinosauri combattenti” (GIN 100/25), che fu scoperto nel 1971.

Il fossile in questione raffigura un Velociraptor che lotta con un Protoceratops

Questo esemplare è considerato un tesoro nazionale in Mongolia, ma fu temporaneamente dato in prestito all’American Museum of Natural History nel 2000

Nel periodo 1988-1990, una squadra di paleontologi canadesi e cinesi scoprì resti di Velociraptor nella Cina settentrionale. 

Ulteriori scheletri ben conservati furono scoperti nel Gobi del 1990 da scienziati americani e mongoli. 

Uno degli esemplari ritrovati, IGM 100/980, fu soprannominato “Ichabodcraniosaurus”, poiché era senza cranio (in allusione al personaggio Ichabod Crane). 

L’esemplare potrebbe trattarsi di Velociraptor, ma si è poi concluso che non è abbastanza completo per esserne sicuri.

Nel 1999, i paleontologi belgi e cinesi scoprirono le mascellari e le lacrimali d’un Velociraptor nella Mongolia interna.

La forma delle ossa però non era paragonabile a quella della specie V. mongoliensis, e fu nominato V. osmolskaenel 2008 in onore del paleontologo polacco Halszka Osmólska.

Paleobiologia.

Comportamenti di caccia.

L’esemplare dei “dinosauri combattenti”, scoperto nel 1971, conserva un Velociraptor mongoliensis e un Protoceratops andrewsi fossilizzati nell’atto di combattere, mostrando così prove dirette di comportamenti di caccia.

Quando fu scoperto, si ipotizzò che i due animali fossero morti affogati. 

Poiché gli animali furono conservati in una duna di sabbia, si ritiene che siano stati seppelliti vivi da una tempesta di sabbia o da una frana sabbiosa.

La sepoltura fu molto veloce, considerando le posture degli animali. Parti del Protoceratops sono assenti, probabilmente a causa degli animali spazzini. 

Un confronto tra gli anelli sclerotici di VelociraptorProtoceratops e gli uccelli e i rettili moderni indica che fosse probabilmente un animale notturno, mentre Protoceratops potrebbe essere stato catemerale (attivo durante il giorno in intervalli brevi), indicando così che la battaglia possa essere avvenuta durante il crepuscolo.

L’artiglio del secondo dito del piede caratteristico dei dromaeosauridi è stato tradizionalmente considerato un’arma usata per sventrare le prede. 

Nel gruppo fossile dei “dinosauri combattenti”, il Velociraptor è sotto il Protoceratops, con l’artiglio conficcato nella sua gola.

Ciò indica che Velociraptor avesse usato l’artiglio per perforare gli organi vitali della gola, come la vena giugulare, la carotide, e la trachea, invece di aprire l’addome. Il margine interno dell’artiglio era arrotondato e non troppo affilato.

Ciò precluderebbe qualsiasi azione tagliente. I muscoli densi addominali delle prede grosse sarebbero stati difficili ad aprire senza un’arma con una superficie tagliente. 

L’ipotesi che Velociraptor usasse l’artiglio per sventrare le prede fu messo alla prova durante il documentario BBC The Truth About Killer Dinosaurs (2005).

I produttori del programma fabbricarono un piede di Velociraptor artificiale, e lo usarono contro una carcassa di maiale: l’artiglio penetrò la carne, ma non fu in grado di aprirla.

Alcuni studiosi ritengono che Velociraptor usasse gli artigli posteriori per ristringere le prede mentre le mangiava, come fanno oggi i rapaci, come questo nibbio bruno

I resti di Deinonychus, un dromaeosauride strettamente imparentato, sono stati spesso trovati in gruppi vicino al dinosauro erbivoro Tenontosaurus.

Questo fu interpretato come prova di comportamenti di caccia in gruppo da parte dei dromaeosauridi. 

L’unica prova solida di comportamenti sociali tra i dromaeosauridi viene da una serie d’impronte in Cina, che mostrano sei individui che si muovevano in gruppo.

Però non si sono mai trovate prove di caccia cooperativa. Anche se molti fossili isolati di Velociraptor sono stati scoperti in Mongolia, nessuno di essi fu associato con altri individui. 

Quindi, malgrado venga comunemente raffigurato come un cacciatore sociale (come per esempio in Jurassic Park), ci sono poche prove che lo dimostrano nei dromaeosauridi, e nessuna che lo dimostra specificamente in Velociraptor.

L’ipotesi infatti fu basata sulla scoperta di fossili di Deinonychusraggruppati intorno ai resti di un Tenontosaurus. Nessun altro gruppo di dromaeosauridi è mai stato scoperto in un’associazione così

Nel 2011, Denver Fowler e i suoi colleghi suggerirono un nuovo metodo in cui Velociraptor e gli altri dromaeosauridi avrebbero catturato le prede.

Questo modello, nominato il modello di “Contenimento della Preda da parte dei Rapaci” (“raptor prey restraint” o RPR), propone che Velociraptor uccidesse le sue prede in un modo simile agli uccelli rapaci accipitridi; Velociraptorsarebbe saltato sopra la preda, trattenendola col suo peso corporeo e aggrappandosi strettamente ad essa con gli artigli ricurvi.

Come gli accipitridi, il dromaeosauride avrebbe cominciato a nutrirsi mentre la preda era ancora viva, fino a che essa non fosse morta dissanguata.

Questo modello fu basato principalmente sulla morfologia e le proporzioni dei piedi dei dromaeosauridi, che sono paragonabili a quelli dei rapaci. Fowler notò che le gambe e i piedi della maggior parte dei dromaeosauridi sono molto simili a quelli delle aquile e gli sparvieri, soprattutto quando vengono presi in considerazione il secondo artiglio ingrandito e la manovrabilità delle dita.

Il metatarso corto e la forza d’impugnatura delle dita però erano più simili a quelli dei gufi.

Il metodo RPR sarebbe anche congruente con altri aspetti anatomici di Velociraptor, come per esempio la morfologia delle mandibole e le braccia.

È possibile che le braccia fossero ricoperte da penne lunghe utilizzate, insieme alla coda rigida, per bilanciare il predatore mentre ristringeva la preda.

Le sue mandibole, che si riteneva fossero relativamente deboli, potrebbero essere state utilizzate in un movimento a sega come quello che fa il moderno drago di Komodo.

Necrofagia.

Nel 2010, Hone e i suoi colleghi pubblicarono un documento riguardo alla loro scoperta nel 2008 dei denti che credevano fossero di Velociraptor nei pressi d’una mandibola perforata d’un probabile Protoceratops nella Formazione Bayan Mandahu. 

Siccome la mandibola non è solitamente una parte del corpo gradita dai carnivori, fu concluso che rappresentasse un caso di necrofagia contro una carcassa già quasi totalmente denudata. 

Gli stessi ricercatori descrissero nel 2012 un esemplare di Velociraptor con l’osso d’un pterosauro azhdarchide nel ventre.

Ciò fu interpretato come un altro esempio di necrofagia da parte del Velociraptor.

Metabolismo del Velociraptor.

Era endotermico, quindi necessitava una quantità d’energia sostanziale per cacciare.

Gli animali moderni ricoperti di piume, come probabilmente il Velociraptor, tendono a essere endotermici, visto che questa copertura serve da isolamento termico.

Però, il tasso di crescita dei dromaeosauridi e certi uccelli primitivi suggerisce che il loro metabolismo fosse più moderato di quelli degli uccelli moderni e dei mammiferi.

Il kiwi è simile ai dromaeosauridi in anatomia, piumaggio, struttura ossea e nella struttura dei passaggi nasali (che sono normalmente indicatori di metabolismo).

Il kiwi è un animale terrestre molto attivo con una temperatura corporea piuttosto bassa, rendendolo così un buon paragone per il metabolismo di uccelli primitivi e dromaeosauridi.

Patologia.

Un cranio di Velociratoptor mongoliensis, mostra due righe parallele che sono consistenti con il morso d’un altro esemplare della stessa specie, probabilmente inflitto durante un combattimento. Siccome il fossile non mostra segni di guarigione, è probabile che la ferita sia stata fatale. 

Un altro esemplare, che conteneva ossa d’uno pterosauro azhdarchide nella cavità dello stomaco, recava una ferita alle costole.

Siccome le ossa del pterosauro non mostravano segni d’essere state digerite, è probabile che il Velociraptor sia morto per le ferite, poco dopo averle consumate.

Paleoecologia.

Tutti gli esemplari conosciuti di V. mongoliensis, furono scoperti nella Formazione Djadochta, situata nella Provincia dell’Ômnôgov’ in Mongolia.

Si riportano scoperte di Velociraptor, anche nella formazione più recente di Barun Goyot, anche se questi potrebbero trattarsi d’un genere di dinosauro diverso. 

Si stima che queste formazioni risalgano al periodo Campaniano (circa 83-70 milioni di anni fa) del Cretacico superiore

Resti di V. mongoliensis sono stati trovati in numerose delle località Djadochta.

La forma tipo fu trovata al sito Bajanzag, mentre i “dinosauri combattenti” furono trovati nella località di Tugrig. Le località di Khulsan e Khermeen Tsav hanno prodotto dei fossili che probabilmente appartenevano a Velociraptor o a un genere ad esso imparentato. 

Un teschio parziale d’un esemplare adulto ritrovato nella formazione di Bayan Mandahu nella Mongolia interna di Cina settentrionale è stato classificato come specie a parte rispetto a V. mongoliensis, e chiamata V. osmolskae.

Tutti i siti fossili che contengono Velociraptor mostrano un habitat arido che consiste di campi di dune sabbiose e pochi ruscelli. benché l’ambiente di Barun Goyote (che è geologicamente più recente) sembra essere stato più umido del Djadochta. 

La postura degli scheletri completi dimostra che gli esemplari furono probabilmente seppelliti vivi durante le tempeste di sabbia.

Molti esemplari dello stesso genere erano presenti in tutte queste formazioni, ma variavano al livello specifico.

Per esempio, Djadochta fu abitata da V. mongoliensisProtoceratops andrewsi, e Pinacosaurus grangeri, mentre Bayan Mandahu fu abitata da V. osmolskaeProtoceratops hellenikorhinus, e Pinacosaurus mephistocephalus.

Queste differenze di specie potrebbero essere dovute a una barriera naturale che separava le due formazioni. 

La mancanza, però, d’una barriera naturale significa che forse le differenze erano dovute a una differenza temporale.

Fonte : wikipediavelociraptor jurassic world

Velociraptor jurassic world

Il velociraptor è stato ampliamente utilizzato nei film a tema, non possiamo non menzionare Jurassic World. Nel seguito dei film di Jurassic Park, il più famoso è sicuramente BLU presente nei due ultimi film della saga ” jurassic world e jurassic world il regno distrutto.

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